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11 maggio 2018

È sempre il primo, è sempre l’ultimo.

È sempre una soglia, un momento di passaggio: prima sei qualcuno e poi ti accorgi di non esserlo più, di essere andato oltre ciò che sapevi essere.

È sempre una vertigine.

Dietro te lasci ricordi che si confondono e che svaniscono, che cambiano, che si trasformano. Ogni traccia si dissolve ma avanti a te, nel vuoto, un vento sottile ti chiama, come un soffio leggero, verso ciò che non conosci ancora ma che desideri.

Ed è così ogni istante, ogni giorno.

In particolare è così in certi passaggi, come oggi: trentaquattro anni fa nascevo sotto il segno del Toro, l’ascendenza della Vergine, sotto influsso di molti altri astri e sotto una cuspide di angeli, La’aWiYah e ‘ALaDiYaH, l’11 maggio.

Soglia ancora più pressante questa, per la civiltà nella quale dicono che io viva: trentaquattro è l’ultimo anno di “gioventù”, dopo il quale si passa nella cosiddetta età adulta.

In questi passaggi mi ritrovo a pensare a ciò che sono stato e a ciò che potrei davvero essere, e alla distanza tra i due poli: io ora e io come sento di essere, in verità. Mi auguro sempre più di sentire questa energia, questa corrente che si crea per andare sempre oltre a quello che so di sapere, a quello che so di essere, per raggiungere sempre più il mio “io” più autentico, che tanto simile è a quello di un bambino che ha davanti a sé un mondo immenso.

E ringrazio ogni individuo entrato e ogni persona uscita dal mio mondo: ogni incontro e ogni abbandono ha fatto sì che io potessi scoprire un pezzo in più di me e crescere, esplorare la Vita.

Grazie anche a tutti gli aiutanti invisibili, ma loro lo sanno già.

Published inPersonale

Un commento

  1. Ester Seritti Ester Seritti

    Ancora tanti auguri, Gaetano! Che ogni giorno futuro abbia un significato di crescita!!!
    Ester

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